Cellere, Museo del Brigantaggio

Il Museo del brigantaggio di Cellere intende offrire una lettura antropologica del brigantaggio maremmano. Protagonista del percorso espositivo è Domenico Tiburzi, il più celebre dei briganti maremmani. L’itinerario di visita si articola in tre grandi sezioni. Oltrepassata la soglia di ingresso, luogo reale e simbolico all’interno del quale il Museo dichiara la propria Missione, si accede ad uno spazio fortemente connotato sul piano scenografico dominano due elementi chiave: il bosco, simbolo di una idea di tradizione, e il treno, a evocare la modernità. Tradizione e modernità: il loro rapporto dialettico costituisce una delle chiavi di lettura del fenomeno che vengono fornite al visitatore.

Il piano terra è stato pensato come un percorso multimediale, fatto di oggetti esposti, testi da leggere, cassetti da aprire, audio da ascoltare, video, che il visitatore è chiamato autonomamente ad attivare e fruire. A guidarlo il reportage del giornalista Adolfo Rossi, il quale seguì le vicende processuali della Banda del Lamone, di cui era a capo Tiburzi, e nel 1893 pubblicò un volume intitolato “Nel Regno di Tiburzi”.

Il piano superiore restituisce, tramite diverse installazioni etnografiche audiovisive, storie che hanno come protagonista il brigante Tiburzi. Tre di queste, particolarmente rappresentative, sono state trasformate in micro performance narrative esperibili in tre stanze a tema. Chiude il percorso La Taverna dei briganti, uno spazio che documenta l’utilizzo commerciale e di promozione territoriale della figura del brigante.

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Credits

Testi: Marco D'Aureli
Immagini: Archivio Museo del Brigantaggio

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